Archive for the 'on the road' Category

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Near Seattle…

Salve gente, in un momento di pausa arrivati a Seattle abbiamo deciso di fare una visita ad una aziendina piccola e sconosciuta ai piu… hanno dei pc e si divertono a fare cavolate… usiamo uno dei loro “calcolatori” per fare questa piccola foto :D

ok, siamo a Redmond e piu’ precisamente alla sede Microsoft, edificio 92, visitor center :D

Abbiamo appena provato i nuovissimi giuuochi sull’xbox 360, aiutati da un giovane fanciullo di eta’ inferiore a 10 anni che smanettava alla grande e ci insegnava i tasti del controller… ussignurrr :D

Curiosità

Un po’ di tempo fa, mentre girovagavamo per il MIT, abbiamo trovato una targhetta davanti ad un porta… solo ora ci ricordiamo di pubblicarla. Allora, di chi si tratta?? Ma cosa fanno lì dentro??? :D

Old MacDonald had a farm….

Old MacDonald had a farm, ovvero la versione inglese de “nella vecchia fattoria” :D
Anche questo anno riproponiamo una rassegna degli animali fino ad ora incontrati, con tanto di valutazione bewild!


Nome: Bison or Buffalo
Facilità avvistamento: medio
Gradimento WildBoys: 5/5
Luogo primo avvistamento: Black Hills National Park
Note aggiuntive: quando si piazza in mezzo alla strada è lento


Nome: Bull Elk
Facilità avvistamento: difficile
Gradimento WildBoys: 5/5
Luogo primo avvistamento: Yellowstone National Park
Note aggiuntive: è grosso ed ha il corno gigante. Si consiglia di dormire ed aspettare che lui venga a trovarvi


Nome: Mulo
Facilità avvistamento: medio-facile
Gradimento WildBoys: 3/5
Luogo primo avvistamento: Black Hills National Park
Note aggiuntive: ha il muso simpatico e ama grattarsi la testa sugli specchietti della macchina

Nome: Black Bear
Facilità avvistamento: difficilissimo
Gradimento WildBoys: 5/5
Luogo primo avvistamento: Yellowstone National Park
Note aggiuntive: seguite i lampeggianti dei ranger per trovarlo.

Nome: ? Eagle ?
Facilità avvistamento: facile
Gradimento WildBoys: 2/5
Luogo primo avvistamento: ovunque…
Note aggiuntive: basso voto perché non si fa riconoscere

Nome: Mucca Longhorn
Facilità avvistamento: medio-difficile
Gradimento WildBoys: 4/5
Luogo primo avvistamento: Sulla strada verso Yellowstone
Note aggiuntive: Voto alto perché il teschio è bello


Nome: ? Cervo Mulo ?
Facilità avvistamento: facilissimo
Gradimento WildBoys: 3/5
Luogo primo avvistamento: zone montane (qualsiasi prato)
Note aggiuntive: ce ne sono troppi



Nome: Volatili vari
Facilità avvistamento: facile
Gradimento WildBoys: 2/5
Luogo primo avvistamento: Yellowstone
Note aggiuntive: se qualcuno esperto in bird-watching :D ci dice i nomi ci fa un favore

Nome: Mucca normale
Facilità avvistamento: facile
Gradimento WildBoys: 1/5
Luogo primo avvistamento: praterie
Note aggiuntive: quella viola non si è ancora vista…

Nome: Tacchino
Facilità avvistamento: facile
Gradimento WildBoys: 1/5
Luogo primo avvistamento: sconosciuto
Note aggiuntive: ama rischiare la vita attraversando la strada utilizzando la testa per bilanciare la corsa

e per finire….

a presto ;-)

Yellowstone

Salve gente, rieccoci qui! Questa volta vi parliamo del Yellowstone National Park.
Arriviamo al parco nella notte tra il 2 ed il 3 settembre dopo un viaggio di svariate centinaia di km.. siamo abbastanza stancherelli quindi decidiamo di fermarci al punto più vicino possibile che sia anche un valido posto anti-bestie, quindi dopo una rapida consultazione della mappa scegliamo la riva del Yellowstone Lake. La temperatura è da brividi, siamo sui 4°C e sono circa le 2 del mattino: prendiamo tutte le coperte, doppia felpa, calzini invernali, rimedi extra di sopravvivenza e via a dormire, Ugo sul materasso io sul sedile guida pronto per la fuga dal grizzly :D
Verso le 7 del mattino dopo appena cinque ore di sonno i raggi di luce ci svegliano ma soprattutto il freddo si fa sentire! “Fa un freddo ATOMICO!” sono le prime parole che sento quella giornata :D Accendo la macchina per sondare la temperatura esterna e …

1°C urrà!

Davanti a noi il lago, ancora caldo, rilascia una fumarola che ci permette, insieme alla luce del primo mattino, di fare ottime fotografie … si ma in fretta perché si gela! Accendiamo nel mentre il 4L (il suv) aspettando che i sei cilindri scaldino il veicolo ad una temperatura da non ibernazione, subito un paio di biscotti e via a scoprire il famoso parco :-)

Seguendo la mappa del parco ed il libro/guida ci dirigiamo verso l’Old Faithful, il più grande Geyser del parco fermandoci sia nelle varie fumarole (buona parte del parco si trova in una zona vulcanica) come Emerald Pool, Gran Prismatic e Excelsior Geyser, sia in occasione di avvistamenti di Bisonti (vedi immagini in fondo).
Verso mezzogiorno ci fermiamo in una area picnic sotto una pineta, dove oramai da abilissimi chef facciamo una pasta al pomodoro con “gusto” carne (dovete sapere che le meatballs sono oramai un lontano ricordo della California perché mai più abbiamo trovato quel sugo pronto nei supermercati, ed il “gusto” aggiunto non è che si faccia sentire granché): fa nulla, per noi questa pasta ha un sapore favoloso! :D
Dopo il pranzo ci concediamo addiritura la siesta: mentre Ugo si sdraia nei sedili, io preferisco utilizzare l’ampio spazio del tetto della macchina per potermi sdraiare completamente. Dopo circa un’oretta Ugo viene svegliato da una signora che a gesti e sussurri cercava di dire “guarda guarda guardaaa!”. Dietro di noi avevamo nientepopodimeno che …

una Bull Elk (ovvero una dei due tipi di alce, non quella delle nostre felpe BeWild, ma quella “cornuta”). Ugo mi sveglia, io mi giro e mi trovo sta bestia a 5 metri dietro: salto giù dalla macchina e dopo aver preso la Canon consumo la memoria a suon di foto :D

La seconda parte della giornata la trascorriamo girando il parco e fermandoci qui e la, fino alla sera dove decidiamo di fermarci per la notte al Fishing Bridge Visitor Center, ampio parcheggio, nessuno in zona, ottimo! Questa volta entrambi dormiamo nei materassini, coperti di tutto e di più: triple coperte, coperte scaldanti, calzini di lana antigelo e tanta speranza anticongelamento. Inutile :D Ci risvegliamo verso le sei del mattino che poco mancava all’ibernazione; mali estremi, estremi rimedi! Accendiamo anche questa volta il veicolo che riporta l’abitacolo a temperature da scongelamento e continuiamo a dormire beatamente un altro paio d’ore prima di ripartire per la seconda giornata nello yellowstone più in forma che mai :-)
Non c’è troppo da dire sul secondo giorno, abbiamo visitato alcune cascate dello Yellowston River e provato a fare un sentiero ma purtroppo nuvole e pioggia ci hanno rovinato i piani ..

vabbé, riprendiamo quindi la macchina e lasciamo il parco verso nuove destinazioni .. prossima meta Wallace, sono 500km circa, in marcia!

Alte vette (Medicine Wheel)

Quest’oggi dopo una bella dormita fredda fredda abbiamo deciso di puntare il nostro mezzo verso il cielo per cui sali sali sali e siamo arrivato a quota 3000 dove abbiamo trovato residui di neve ed un simpatico grado centigrado oltre ad un vento incredibilmente forte. Foto rapide per evitare il congelamento quindi via ad esplorare il Big Horn Park pini ed animali selvatici si sono rivelati in tutta la loro bellezza.






Nel pomeriggio, dopo essere tornati ad altitudini e temperature ‘normali’, abbiamo deciso di risalire in vetta puntando la Medicine Wheel ovvero una ‘struttura’ probabilmente a sfondo religioso degli indiani Cheyenne..anno stimato 1200 a.C. (notare la “a”).
Alla Medicine Wheel ci si arriva percorrendo circa 2,5 di sentiero dal parcheggio delle auto ma siccome, come vi dicevo prima, siamo Vip, ci siamo fatti dare un passaggio da un ragazzo che passava con il suo 4×4 per cui tutta fatica in meno :D Comunque, una volta arrivati a destinazione ci si trova davanti a questa strana ‘ruota’ fatta di sassi (la forma di ruota si vede meglio dall’ alto) attorno alla quale si possono trovare centinaia di ricordi sotto forma di bandane,fazzoletti,pietre,collanine,ecc.. lasciati dai visitatori passati.. è un luogo che ha del misticismo racchiuso in sè e pensare che ognuno di quei fazzoletti rappresenta i sogni di qualcuno che si è spinto fin qui è emozionante.
Il luogo è a 3048 metri di altezza per cui, abbandonando per un attimo lo sguardo dalla Medicine Wheel, è possibile ammirare in tutto il suo splendore la vallata fatta di rocce e pinete sconfinate: spettacolo puro soprattutto perchè il silenzio qui è totale, cosa a cui non si è più abituati.








Mentre scrivo queste righe siamo diretti allo Yellowstone park per cui stay tuned per sapere se siamo riusciti finalmente ad incontrare l’orso Yoghi :D

La pietra… ovvero Devil’s Tower

Devil’s Tower è uno dei ‘monumenti naturali’ degli states e più precisamente è una montagna di origine vulcanica caratterizzata dalla punta piatta. Meta di scalatori di tutta l’america, Devil’s Tower, secondo la leggenda, si è formata per permettere a 7 giuovini di scampare dall’attacco di alcuni animali; rifugiatesi su questa roccia le giovani incominciarono a pregare perché le si salvassero e le loro richieste vennero esaudite facendo crescere la roccia fino al cielo dove le ragazze ne divennero parte sotto forma della costellazione delle pleiadi.

Leggenda a parte, qui sotto potete ammirare in tutta la sua bellezza the Devil’s Tower..

Mount Rushmore

Una delle migliaia di tappe del Wild Trip 2 era il monte Rushmore ovvero, se non vi dice niente il nome, il monte dove sono scolpite le faccione di 4 degli ex presidenti americani..prima di arrivarci però, i due vagabondi necessitavano di riempire lo stomaco per cui si è deciso di pranzare all’interno dei vagoni di un treno, per la precisione del South Dakota Central. Beh,la location è al momento tra le migliori in cui ho avuto modo di mangiare, avete presente il film “Omicidio sull’Orient Express”? Ecco, in quelle stesse carrozze si poteva mordere il proprio panino preferito; tutto dalle sedie ai tavoli passando per il mobilio interno era ‘dell’epoca’ per cui se decidete di passare in questo stato, non fatevi mancare questa esperienza fantastica.


Dopo un po’ di fuori strada e qualche foto, nel tardo pomeriggio siamo arrivati finalmente sotto il monte Rushmore dove i simpatici presidents si sono messi in posa per un po’ di scatti. I faccioni si trovano all’interno del Black Hill National Park per cui, oltre ai nobili profili è possibile (e consigliato da noi :D ) gironzolare per i monti alla ricerca di laghetti e bestioline tipo quelle che vedete nelle foto qui sotto ;)



La sera, dopo un paio di hot-dog, stranamente liberi da impegni, decidiamo di piazzarci in un punto tranquillo del parco e goderci uno degli ultimi capolavori usciti al cinema ovvero “X-files: I want to believe” (traduzione: X-files: voglio crederci”)..anno di uscita del film:2001 :D …quindi le tenebre calano sui nostri occhi e ci addormentiamo..qui si è avuto il test ufficiale del freddo: 8°..praticamente abbiamo indossato l’intera valigia per riuscire a dormire (NO,ANCORA non ho usato l’asso nella manica, me lo tengo per ******** :D )

Al mattino torniamo a fare le foto ai faccioni famosi sfruttando una luce diversa che direi magicamente, fa apparire il monte leggermente diverso da come era il giorno prima


Ormai innamorati del South Dakota, decidiamo di strafare e fare un giro su un vecchio treno a vapore che dovrebbe farci scoprire i segreti più remoti delle Black Hills ……………………. well …………………. il treno è bellissimo e old style (un pò come quello dove avevamo mangiato qualche giorno prima) MA la lentezza disarmante e il percorso piuttosto ripetitivo ci spinge a sconsigliarvi di fare questo giretto a meno che non abbiate problemi di sonno,in tal caso, verranno risolti in un baleno… TRADOTTO IN 2 PAROLE (sto per scrivere una volgarità, se siete suscettibili di queste cose non leggete e proseguite oltre :p ): CHE PALLE!!!!!



Svegliatic…ehmm, finito il bellissimo viaggio ci siamo rimessi in moto con destinazione LA PIETRA…ma per questo leggete il prossimo post. Byeeee

Verso Rushmore

Breve post per farvi vedere una delle location più fashion dove abbiamo deciso di mangiare sulla strada per il monte Rushmore..come potete vedere, essendo VIP, abbiamo diritto a posti rialzati vicino ad abitazioni del secolo scorso.

Vabè,intanto che ci siamo vi facciamo pure vedere alcuni dei simpatici abitanti di un paesino Hamish..la signora è voltata perchè non ha gradito particolarmente la macchina fotografica..

Milwaukee

Dopo la notte passata tranquilla, al mattino rapida chattata con Roby per un pò di sana conversazione tecnica circa un particolare dell’impianto frenante di un Audi R8 dotata di doppia pinza al posteriore e… ehmm sto divagando..dicevo, Milwakee..ci arriviamo dopo un po’ di ore di viaggio ed una ‘sosta tecnica’ (non chiedete particolari su come abbiamo perso n ore please :D ) e subito ci dirigiamo verso il museo dell’ Harley Davidson, nostra meta principale. Qui negli States (ma non solo) l’harley è più che un mito, è un modo di essere e di vivere e il museo rappresenta il riferimento principe per tutti gli harleysti che si rispettino. Pur non essendo Harley dotati, noi ovviamente apprezziamo lo spirito di libertà che si cela dietro il marchio più famoso delle due ruote per cui paghiamo volentieri l’obolo che ci apre le porte del museo ed iniziamo così il viaggio nella leggenda.
All’interno del museo decine di harley si fanno ammirare disposte per anno di creazione e dettagliate nei loro particolari più minuti; infinite sono le customizzazioni e le modifiche che si possono vedere: si va dalla semplice modifica estetica alla più hard-core modifica a telaio e motore (pensate che un meccanico ha fuso insieme due harley realizzando una ‘tandem-harley’ a 4 cilindri :D ).






A contorno di ciò si trovano stanze tematiche in cui è possibile apprezzare le caratteristiche tecniche del V-twin più famoso al mondo (beh, c’è stato spazio negli anni anche per un twin a 180° se proprio vogliamo dirla tutta :) ), sentire il sound dei diversi motori ed osservare foto di hill-climbing, wild trip al femminile, gare delle più disparate, e molto altro.




A corredo delle sale,innumerevoli pc permettono di ricostruire la storia dell’impero Harley dalle origini ad oggi attraverso decine di video così come permettono di costruirsi la propria Harley, cosa che ovviamente abbiamo fatto..guardate qui sotto le foto e decidete voi quale delle due è la più truzza.. ma soprattutto quale appartiene a me e quale ad Augusto :D


Dopo aver carpito un po’ di segreti di progettazione delle moto, ci siamo immortalati a bordo delle nostre prossime compagne di avventure…….la mia come potete notare è arrogantemente generosa di cavalli, quella di augusto punta tutto sulla fighettosità :D


Siccome siamo fighi (in realtà per caso), abbiamo deciso di visitare il museo proprio nel giorno in cui c’era anche un’esibizione di bmx per cui siamo riusciti a goderci pure lo spettacolo di personaggini tipo Nate Wessel e TADAAAAAAAAA Chad Kagy…signori,niente meno che la medaglia d’oro agli Xgames di un mese fa….cercate “Chad Kagy Xgames 16″ su youtube per capire cosa è in grado di fare questo simpatico ragazzo.



That’s all folks!


Finito il giro al museo, abbiamo avuto ‘good time’ gironzolando per Milwakee (abbiamo pure cercato di entrare in una chiesa per seguire una messa alternativa alle nostre ma un portone chiuso ce l’ha negato) senza meta fino alla ripartenza che ci vede attraversare le ‘grandi pianure’ degli Stati Uniti.. beh, il background è cambiato ancora una volta; ora guardando verso l’orizzonte vediamo distese di campi di grano, boschetti e ogni tanto qualche laghetto.. veramente un paesaggio super rilassante per la vista. In questo istante siamo nel Minnesota diretti verso il South Dakota che dovremmo raggiungere domani in giornata… siamo pieni di cibo,bevande e benzina per cui direi che tutto va bene :D

Alla prox.
byeee

Chicago

Eccoci,puntuali vero? :D
Quest’oggi vi parleremo di Chicago e Milwaukee: Chicago è una vecchia conoscenza dello scorso viaggio ed essendo la città americana preferita dal sottoscritto (Ugo) abbiamo deciso di ripassarci anche questa volta anche perchè a questo giro c’era qualcosa di bello da andare a trovare.. parlo di Miriam Kristin, 9 giorni di bellezza pura..

Beh, che dire, Chicago mi affascina sempre con i suoi grattacieli ultramoderni, con il suo enorme lago, con il suo clima perfetto, con le decine di moto che sfilano modello galleria d’arte sulle arterie cittadine e la sua popolazione giovane per cui una visita anche quest’anno era d’obbligo. Ed infatti è stata fatta :D
Un pomeriggio e una sera sono abbastanza per farmi promettere ancora una volta che prima o poi tornerò qui quindi dopo qualche foto in giro per le vie della città, ci muoviamo per andare a trovare la piccola Miriam che beata come un angioletto troviamo dormire spensierata tra le braccia della nonna mentre io e Augusto addentiamo la prima fetta di pizza da 1 mese e 10 giorni a questa parte offertaci da Valeria e family. Dopo un po’ di sano chiacchiericcio salutiamo Valeria, il marito, Rosanna e la nuova piccola arrivata che accenna un pianto poi ci ripensa e torna a dormire quindi ci rimettiamo in viaggio con destinazione Milwaukee.